Centro Veneto Progetti Donna
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TITOLO NEWS

Stavamo ancora smaltendo le baldorie natalizie mentre a Bologna si  svolgeva il dramma del piccolo Devid, che moriva a solo 20 giorni di vita e che, con gli altri due fratellini, ‘viveva per strada'. Un piccolo clochard, un invisibile.
Nemmeno il tempo di dare l'ultimo saluto al piccolino, che era già cominciato il consueto scaricabarile. Così per la Caritas è colpa dei servizi sociali, per i servizi sociali è colpa della mamma che non ha accettato l'aiuto e via dicendo.


Il dibattito si è acceso, meglio tardi che mai. La tragedia del piccolo Devid è la punta dell'iceberg di una società che sembra ignorare principi universalmente riconosciuti, almeno sulla carta.

La dichiarazione dei diritti del bambino del 20 Novembre 1959 dell'ONU e la Convenzione dell'89, ratificata anche dall'Italia e diventata legge, dichiarano che ad ogni bambino va garantito: Il diritto all'eguaglianza, il diritto ad una alimentazione sana, alloggio e cure mediche, il diritto alla protezione contro qualsiasi tipo di discriminazione ed il diritto all'istruzione, e che gli Stati devono tutelare in ogni circostanza gli interessi dei "minori" di 18 anni  (figuriamoci di un neonato). Innanzitutto " il diritto alla vita" . Diritti appunto e non "concessioni", non optional, diritti che lo Stato deve tutelare, soprattutto quando i bambini sono indifesi e i genitori sono in difficoltà.

Togliere quei bambini dalla strada non era un gesto di generosità, è un preciso dovere dello Stato.

Il Centro Veneto Progetti Donna accoglie donne vittime di violenza, e spesso segnala situazioni che coinvolgono anche minori, bambini che arrivano insieme alle mamme, vittime silenziose di una violenza che li segnerà per tutta la vita.

Occorre grande attenzione e cura da parte di tutti, dei servizi sociali, delle associazioni, delle Istituzioni di fronte alle piccole vite. I diritti e la tutela dei bambini e degli adolescenti devono essere al centro delle politiche del Governo e di tutte le Istituzioni.

I diritti dei bambini alla vita, e ad una vita protetta, a sviluppasi come individuo e all'istruzione devono tornare ad essere una priorità, anche in tempo di crisi economica e di bilanci magri, soprattutto non possono scivolare via dalle nostre coscienze per ridursi a enunciazione di principio nei documenti ufficiali e nei convegni.
Vogliamo ricordare che solo pochi mesi fa nel ricco nord si discuteva se dare o no da mangiare ai bambini che non pagano la mensa!
I diritti fondamentali, un tetto sicuro, il cibo, l'istruzione, la dignità, non devono solo essere enunciati, devono essere garantiti. La "città a misura di bambino" è una città più umana e più sicura per tutti.