Centro Veneto Progetti Donna
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TITOLO NEWS

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La popolazione straniera residente nel Comune di Padova negli ultimi 20 anni è aumentata di 7 volte e le donne straniere accolte dal Centro Veneto Progetti Donna risultano essere in media, negli ultimi anni, il 26% del totale delle donne accolte. 

In linea con i dati nazionali che rilevano che il 90% delle donne non denuncia la violenza, anche le donne straniere che non denunciano le violenze o la loro discriminazione costituiscono un numero significativo; questo perché, in alcuni casi, la scelta di chiedere aiuto può comportare il rischio di essere stigmatizzate ed escluse dalla propria comunità di appartenenza o di aggregazione. Vi è dunque la necessità di sviluppare modalità di intervento e azioni proattive di contatto che facilitino la conoscenza e l’accesso alle donne migranti che si trovano in situazioni di violenza ai servizi del Centro Veneto Progetti Donna.

Per questo motivo nasce il progetto "Seconde a nessuno", un progetto di contrasto alla violenza contro le donne finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità, con capofila il Comune di Padova. È rivolto a donne migranti di prima e seconda generazione presenti nel territorio padovano e a donne richiedenti titolo di protezione internazionale o già in possesso dello stesso. Si propone di raggiungere le donne nei loro contesti, e cioè nelle loro comunità di riferimento o nelle strutture di accoglienza. L’obiettivo di questo progetto è di migliorare la risposta del Centro anti violenza in modo sinergico tra gli enti coinvolti, con operatrici e operatori competenti e procedure operative condivise. Verranno formate donne che possano essere un punto di riferimento nelle loro comunità per l’approfondimento della tematica della violenza di genere, e al contempo si potenzieranno i punti di ascolto del centro antiviolenza presso le strutture di accoglienza

Il Centro Veneto Progetti Donna lavorerà a questo progetto insieme ai Comuni di Padova e di Este, al Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” dell’Università degli Studi di Padova, all'associazione Arising Africans e alla cooperativa sociale Rel.Azioni positive.