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TITOLO NEWS

Questa mattina, aperte le porte del Centro Antiviolenza, ci siamo ritrovate a leggere la notizia della morte di Marianna ed è arrivata l’ennesima sconfitta. Sconfitta per noi operatrici e volontarie che ogni giorno combattiamo in prima linea e per tutte le donne che come Marianna vogliono riappropriarsi della propria vita e della propria libertà, cercando di uscire dalla violenza domestica.
Marianna era una donna come ognuna di noi: lavorava in un’azienda del vicentino dove era ben inserita e con una famiglia che la sosteneva nelle sue scelte. In quella stessa azienda aveva conosciuto Luigi, un collega con cui aveva deciso di iniziare una relazione seguita da una convivenza durata un anno e mezzo. Nel corso della convivenza Marianna aveva realizzato che il loro rapporto non era alla pari e che all’interno di quelle mura non si sentiva più al sicuro. Rendendosi conto del pericolo in cui si trovava aveva chiesto aiuto prima ai genitori, dove ha dormito la notte prima della sua uccisione, ma anche a Paolo, amico e collega rimasto ferito gravemente da Luigi nel momento dell’aggressione. 
La comunità è incredula di fronte all’accaduto, ma noi no. Troppo spesso si crede che la violenza maschile sulle donne sia un fenomeno lontano dalla nostra cultura, mentre Marianna è l’ennesima prova che la violenza può essere ovunque. Può coinvolgere i nostri vicini, un’azienda del nostro territorio, una cara amica e collega di lavoro. 
Anche noi ci sentiamo direttamente colpite dall’accaduto. I Centri Antiviolenza lavorano sul territorio per informare, sensibilizzare e sostenere le donne che vivono quotidianamente relazioni violente ma ogni giorno ci rendiamo conto che la strada da percorrere per una società libera dalla violenza di genere è ancora molto lunga.


Marnie, Laura, Giulia, Elisabetta, Valentina, Camilla e Alessandro (ragazze e ragazzo volontarie di Servizio Civile Universale e regionale) e tutte le operatrici del Centro antiviolenza.

In questo articolo si parla dell'ultimo saluto a Marianna. 

Ensee illustrazioni di donne fragili come fiori Collater.al