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Genitorialità

Essere genitori non è un istinto, ma una pratica che si costruisce nel tempo, nelle scelte quotidiane e può cambiare con il contesto sociale e culturale. Esistono infiniti modi di essere genitori e anche infiniti modi legittimi di non esserlo. Parlare di genitorialità significa partire dal rifiuto di un modello unico e obbligatorio.

Ma significa anche parlare del modo in cui la società organizza la cura, distribuisce le responsabilità e attribuisce valore al lavoro invisibile. Molte idee che consideriamo “naturali” nella genitorialità (come chi si prende cura, chi decide, chi rinuncia) sono in realtà costruzioni culturali, o in altre parole stereotipi. Questi organizzano concretamente le vite: il linguaggio, le immagini e le aspettative quotidiane e ci orientano nelle scelte. Inoltre, non restano confinati tra le mura di casa: entrano nei luoghi di lavoro, influenzando disponibilità, carichi invisibili e possibilità reali di carriera: da chi non viene considerata per una promozione dopo una maternità a chi viene attribuita una responsabilità invisibile. 

Non a caso, infatti, alle madri viene attribuita la responsabilità della cura (spesso a costo delle proprie aspirazioni) mentre ai padri è richiesto soprattutto di garantire sicurezza economica. In questo senso la maternità è pensata come totalizzante, prioritaria e moralmente vincolante. La paternità invece è importante ma negoziabile, compatibile con l’assenza e misurata soprattutto sul piano economico. Questo squilibrio non fa riferimento a differenze biologiche. È una gerarchia culturale.

Questo non significa che in tutte le famiglie ci sia uno squilibrio tra ruoli e compiti, ma che spesso l’idea di uno squilibrio viene considerata “naturale” e accettata senza metterla in discussione.

Nonostante ci sia quindi ancora un forte squilibrio tra i generi, con evidenti ripercussioni sulla partecipazione delle donne al mercato del lavoro, qualcosa sta cambiando, anche se lentamente.

Infatti, secondo un comunicato stampa pubblicato il 17 marzo del 2025 dall’INPS e Save the Children, in Italia il tasso di utilizzo del congedo di paternità è più che triplicato fra il 2013 e il 2022.  

“Sul congedo di paternità registriamo un trend positivo che evidenzia un cambiamento culturale in atto. Tuttavia, circa il 35% dei padri aventi diritto ancora non ne usufruisce, è una misura su cui faremo ulteriori iniziative di sensibilizzazione. Promuovere il congedo di paternità produce effetti concreti: favorisce un legame precoce tra padre e figlio, con benefici duraturi sulla loro relazione, e contribuisce a una distribuzione più equilibrata delle responsabilità familiari e della conciliazione vita-lavoro delle donne. Un passo essenziale verso una reale parità di genere nelle famiglie italiane”

ha affermato il presidente INPS, Gabriele Fava.


Siamo convinte che un cambio di sguardo sia possibile se si costruisce insieme una società libera dai pregiudizi e si garantisce una parità effettiva. Servirebbe un cambiamento culturale sostenuto da un quadro normativo attento alle necessità genitoriali:

  • Congedo di paternità obbligatorio ed esteso (non solo di 10 gg lavorativi);

  • Flessibilità reale del lavoro senza penalizzazioni di carriera;

  • Divieti e sanzioni reali contro discriminazioni salariali o di carriera legati alla genitorialità;

  • Riconoscimento del lavoro domestico;

  • Normalizzare la figura del padre presente e svincolarsi dall’idea di madre dedita alla cura;

  • Educazione affettiva e alla genitorialità.

Siamo consapevoli che la genitorialità ha forme diverse che non si esauriscono in categorie binarie, esistono famiglie monogenitoriali, omogenitoriali, ricostituite, comunitarie, e molte altre ancora.

Ci siamo concentrate sul modello binario per analizzare come gli stereotipi di genere agiscano, spesso in modo implicito, nella distribuzione della cura e delle responsabilità. Parlare di questo schema binario è un punto di partenza.

Link utili per approfondire:

https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/ufficio-stampa/comunicati-stampa/dettaglio.comunicati-stampa.2025.03.festa-del-papa-inps-e-save-the-children-in-italia_3645.html


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