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immagine comunicato stampa tavolo di coordinamento

I centri antiviolenza storici e femministi fuori dal Tavolo di coordinamento regionale

Con il presente comunicato il Coordinamento IRIS fa seguito alla pubblicazione della composizione del nuovo "Tavolo di coordinamento regionale per la prevenzione e il contrasto alla violenza sulle donne" avvenuta con DGR n. 1032 del 28 luglio 2021.

Come Coordinamento Iris non abbiamo potuto non notare, nella scelta dei componenti, l'assenza di un soggetto idoneo a rappresentare i numerosi centri antiviolenza gestiti da soggetti privati e nati dal lungo percorso politico femminile e femminista che, nel territorio della Regione Veneto, lavorano da moltissimi anni. Questo a fronte di ben 3 candidature presentate ed espresse congiuntamente dai componenti dal coordinamento Iris con l’obiettivo di garantire ampia rappresentatività e massima condivisione.

In larga parte questi soggetti sono stati rappresentati in questi anni dal coordinamento Iris che più volte ha interloquito in maniera diretta con la stessa Regione Veneto.

Iris è oggi composto da 7 soggetti che promuovono e gestiscono un totale di 13 centri antiviolenza, 26 sportelli e 7 case rifugio a copertura di 6 province.

Tre fra questi fanno inoltre parte della rete nazionale dei centri antiviolenza D.i.Re a sua volta composta da 82 organizzazioni che gestiscono oltre 100 centri antiviolenza in tutta Italia e che interloquisce quotidianamente e direttamente con il ministero ed gli enti governativi preposti.

Riteniamo quindi che la mancanza di un soggetto appartenente a questa rete depauperi significativamente il potenziale del tavolo tecnico nonché una sua equa rappresentatività, tralasciando una grande occasione di lavoro organico e maggiormente efficace e generando il rischio di attivazioni non coordinate di percorsi paralleli. 

Consapevoli di come, in tema di prevenzione e contrasto alla violenza di genere non vi sia lavoro migliore se non quello di rete, riteniamo che certamente anche Regione Veneto si mobiliterà per garantire con tempismo una condivisione puntuale e precisa dei lavori e delle decisioni politiche del Tavolo attraverso strumenti chiari, garantendo anche al di là dei lavori del Tavolo un dialogo attivo con tutte le rappresentanti degli enti che gestiscono i centri antiviolenza e le case rifugio come già è stato fatto in passato.

Belluno DONNA
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