10 ANNI DEL CENTRO ANTIVIOLENZA UNA STORIA CHE CONTINUA
Lunedì 12 Settembre 2011 10:12
Padova, 6 luglio 2011- Un compleanno importante quello del Centro Antiviolenza a Padova che ricorda 10 anni di attività a sostegno delle donne che subiscono violenza.
Una ricorrenza che abbiamo scelto di dedicare a tutte le donne che ce l’hanno fatta e a tutte quelle che invece non hanno trovato una via d’uscita.
Per ricordare insieme l’impegno di 10 anni una delegazione dell’Amministrazione comunale di Padova, ha visitato la sede del Centro Antiviolenza.
Erano presenti il Vicesindaco Ivo Rossi, gli Assessori Dalla Vecchia e Verlato, la Consigliera Dalla Barba e la Consigliera Boselli, delegata alle Pari Opportunità.
Era presente inoltre il Consigliere Regionale, Piero Ruzzante.
Nei numerosi interventi è stato ribadito l’impegno dell’amministrazione comunale contro la violenza alle donne definita una priorità della città di Padova, ricordando come dal 2006 il Comune abbia affidato al Centro Donna la gestione dello Sportello Donna, che offre sostegno psicologico e legale a donne con problemi di disagio personale e violenza intrafamiliare. In particolare Milvia Boselli ricorda la collaborazione tra il Centro Donna e il Comune per il progetto delle Case di fuga e di sgancio per donne maltrattate che verrà attuato nei prossimi mesi.
“Sono circa 1300 le donne che hanno trovato sostegno e ascolto al Centro Antiviolenza, e purtroppo rappresentano solo una piccola parte delle donne che subiscono violenza. –spiega Patrizia Zantedeschi, coordinatrice del Centro Antiviolenza - Un dato che dal 2001 è in costante crescita, in dieci anni abbiamo avuto un incremento del 148%. Questo significa che dove esistono strutture come la nostra, le donne chiedono aiuto.
Quando parliamo di violenza contro le donne, nella maggior parte dei casi si tratta di violenza domestica, cioè dentro le mura di casa, e spesso quando esistono relazioni stabili.”
“Una storia sempre in salita, con momenti di difficoltà, non solo per i budget risicati, siamo un Centro low cost, ma per il tipo di problema che ci troviamo a fronteggiare e che affrontiamo con professionalità sempre, perché come raccomandano numerose Risoluzioni internazionali, la violenza sulle donne deve essere affrontata con un approccio corretto dal punto di vista metodologico e professionale” – spiega la Presidente Cristina Bastianello.
Il Centro è un’Associazione di volontariato e rappresenta nel territorio padovano l’unica realtà che offre un servizio gratuito e professionale per tutte le donne che vivono situazioni di disagio e violenza. Vogliamo ribadire che il contrasto alla violenza non deve essere una buona azione, bensì un’azione politica, in quanto le donne che subiscono violenza provengono da diverse estrazioni e livelli sociali e culturali, sono italiane e straniere, di tutte le età, è quindi trasversale. È un dovere delle Istituzioni
8 marzo 2011. Un'altra festa della donna
Lunedì 07 Marzo 2011 11:21
Festa internazionale della donna: una giornata per riflettere e discutere sulla reale situazione della donna nel mondo, in Italia, a Padova.
Sono ancora tante, troppe le donne maltrattate in Italia. I dati sono allarmanti anche a Padova. Ma l'indignazione e la rabbia delle persone non è assolutamente proporzionale all'ampiezza del fenomeno. Nel 2010 ben 276 donne hanno chiesto sostegno psicologico e legale al Centro Veneto Progetti Donna. La maggior parte, 231, avevano subito violenza. Sono tante, ogni anno sempre di più, per la maggior parte italiane, ma anche molte straniere. Subiscono violenze ripetute e spesso hanno figli minori che devono proteggere e crescere. Arrivano al Centro antiviolenza attraverso vari canali, principalmente inviate dai servizi sociosanitari, dalle forze dell'ordine, ma anche attraverso il web e il 1522, il numero antiviolenza della Presidenza del Consiglio. La paura, l'inadeguatezza, il senso di colpa, la mancanza di prospettive, di lavoro, di legislazioni adeguate, spesso costringono le vittime a rimanere con i loro carnefici, che impuniti agiscono ancora più forti nella loro violenza. "È difficile il percorso di uscita dalla violenza, dallo sfruttamento, dalla schiavitù, perché di quella si tratta quando la tua casa diventa una prigione dalla quale non puoi fuggire perché non ci sono alternative -afferma Patriza Zantedeschi, coordinatrice del Centro Veneto Progetti Donna-. Il sostegno psicologico a volte non basta, soprattutto nei casi più gravi, dove c'è bisogno di proteggere la donna dal rischio di venire uccisa, perché le minacce sono all'ordine del giorno. C'è bisogno anche a Padova di strutture, come le case di accoglienza per donne che decidono di fuggire da situazioni di violenza. Solo così il sostegno alle donne sarà reale, efficace e duraturo."
Un sostegno che deve vedere coinvolte tutte le realtà che sono coinvolte nel fenomeno, dalle Istituzioni, ai servizi sociosanitari, dalle forze dell'ordine, ai pronto soccorso e le organizzazioni del terzo settore. "Quest'anno il Centro Veneto Progetti Donna ha visto un taglio netto dei fondi di finanziamento e questo mette a rischio il lavoro e la stessa esistenza del Centro. Siamo consapevoli che Governo e Regione hanno tagliato le risorse agli Enti Locali ma non possiamo permettere che siano sempre le fasce più deboli e svantaggiate a pagarne le conseguenze.", conclude la dottoressa Zantedeschi. "Se confermati i tagli annunciati dal Comune, saremo costrette a sospendere il servizio alle donne perché diventa insostenibile il lavoro da svolgere e le risorse in campo non sono sufficienti per garantire la qualità del servizio che in questi anni siamo riuscite, seppur faticosamente a raggiungere. Facciamo appello perché questo non avvenga e si continui a garantire questo servizio che, in rete con i servizi socio-sanitari della nostra provincia, tenta di dare risposte al fenomeno della violenza".
L'8 marzo presso la Sala Consiliare del Comune di Cadoneghe il Centro Veneto Progetti Donna insieme al Centro Documentazione Lidia Crepet presenta lo spettacolo "Psiche dall'oscurità alla luce, un racconto di formazione" a partire dalle ore 21.
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Giovedì 03 Marzo 2011 10:53
"Il Centro Donna è in crisi! I tagli agli Enti Locali fatti da Governo e Regione, piombano come una scure anche sul Centro Donna che è l'unico CENTROANTIVIOLENZA del padovano. Se così sarà, dovremo chiudere il Centro. Chiediamo sostegno e solidarietà alle donne di Padova e Dintorni! Se non ora, quando?" condividi e clicca su "mi piace...", sostieni il Centro antiviolenza!
APPELLO ALL'ITALIA "NORMALE"
Mercoledì 26 Gennaio 2011 18:30
APPELLO ALL'ITALIA "NORMALE"
dove c'è ancora chi si indigna
Noi pensiamo che il nostro Paese non sia quello che il Presidente del Consiglio ci racconta. Non tutte le ragazze farebbero la fila davanti ad Arcore per il bunga-bunga, non tutti gli uomini, i fratelli, i padri sarebbero contenti di vedere la propria figlia o sorella prostituirsi per aver successo, non tutti direbbero: "magari, fosse lei la fidanzata di Berlusconi".
Noi pensiamo che c'è un'Italia della gente normale che pensa che fare la escort non è una carriera invidiabile e che le prostitute spesso sono donne maltrattate e schiave del crimine internazionale. E chi viene beccato con una prostituta non se ne vanta, e subisce lo stigma sociale.
L'Italia della gente normale non considera un valore il machismo che riempie da anni le televisioni, e fa della donna un mero oggetto sessuale e dell'uomo un servo delle proprie pulsioni. Nell'Italia della gente normale se vai con una minorenne sei un pedofilo e se sei minorenne e ti fermano per furto nessun Presidente chiama la questura per tirarti fuori. Pensiamo che non è vero che per avere un lavoro devi per forza avere "buoni contatti"o, in alternativa devi vendere il tuo corpo al miglior offerente.
Non vogliamo che sia la nostra disponibilità sessuale a decidere della nostra carriera, ma piuttosto il nostro voto di laurea, la cultura, la formazione che abbiamo ricevuto, la nostra intelligenza e voglia di fare. Non vogliamo vivere in un paese in cui uomini e donne si vendono al cliente più facoltoso e potente, sia esso Silvio Berlusconi o qualsiasi altro "utilizzatore finale". Non vogliamo dover "essere a disposizione" di nessuno per essere felici.
Nell'Italia della gente normale per fortuna c'è ancora chi si stupisce di quello che sta accadendo ed ha il coraggio di alzare la voce e dire basta.
Noi vogliamo che la politica, l'Università, le istituzioni, la scuola, la società civile, sappiano dare alle donne, ai giovani, ai precari, ai disoccupati, agli studenti un'alternativa, un'altra possibilità rispetto alla prostituzione collettiva.
E' condivisibile una battaglia per questo diritto alla normalità?
Facciamoci sentire non restiamo indifferenti.
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