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Il 5 giugno l'Istituto nazionale di statistica ha pubblicato i dati aggiornati inerenti alla violenza maschile sulle donne in Italia. Gli ultimi dati di cui si disponeva risalivano al 2006.

Il dato di sintesi rimane invariato: sono ancora un terzo le donne che nel corso della loro vita hanno subito violenza fisica o sessuale nel Bel Paese.

Confrontando i dati della nuova indagine con la precedente si rileva che la percentuale di donne che ha subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale è pressoché invariata (31,5%) e il dato è abbastanza omogeneo tra la popolazione italiana e quella straniera, anche se alcune nazionalità risultano più colpite.

Questo dato che risulta in linea con i dati europei (FRA, Agenzia europea per i diritti umani- 33% in UE)  ed internazionali (Organizzazione mondiale della Sanità- 1 donna su 3 nel mondo) ci dice che la violenza sulle donne è da considerare un problema "ampio e diffuso", trasversale a tutte le culture e le società, e che l'Onu definisce come violazione dei diritti umani.

Per quanto riguarda il punto di vista di chi opera quotidianamente per il contrasto del fenomeno e la tutela delle donne vittime di violenza, assume particolare rilevanza la sezione che analizza i dati sulle violenze verificatesi nell'intervallo di tempo dei 5 anni precedenti all'indagine e li confronta con i 5 anni precedenti all'indagine del 2006. 

La violenza nelle relazioni di coppia, negli ultimi 5 anni, ha riguardato il 4,9% delle donne (1 milione 19 mila), in particolare il 3% (496 mila) delle donne attualmente con un partner e il 5% (538 mila) delle donne con un ex partner. Considerando solo le donne che hanno interrotto una relazione di coppia negli ultimi 5 anni, la violenza subìta sale al 12,5%. 

Questo dato deve farci riflettere quando si parla di protezione delle donne che subiscono violenza. È infatti nel momento della separazione che le violenze diventano più gravi e che la donna deve essere protetta maggiormente, soprattutto quando questa ha denunciato le violenze subite. Risulta infatti dai dati che la causa principale o preponderante della separazione è la violenza subita durante il periodo di convivenza. Durante la separazione inoltre risulta molto frequente anche il fenomeno dello stalking da parte dell’expartner.

Da notare l'aumento significativo delle denunce (11,8 contro 6,7%) e anche il raddoppio della percentuale di donne che hanno chiesto aiuto ad un centro antiviolenza/sportello specializzato (dal 2,4% al 4,9%), ad indicare una maggiore consapevolezza della violenza subita e la necessità di servizi specializzati e dedicati e di personale adeguatamente formato per il contrasto del fenomeno.

Ancora però molto poche sono le donne che si rivolgono a queste strutture. Questo può essere dovuto al fatto che i centri antiviolenza hanno una diffusione territoriale che potremmo definire a macchia di leopardo. Se da un lato nelle regioni del nord e del centro Italia i Centri sono presenti, al Sud abbiamo una realtà completamente diversa.

Inoltre risulta che una parte di donne non conosce l’esistenza di questi luoghi. 

Infine va considerato il fatto che più vittime considerino la violenza subita un reato (dal 14,3% al 29,6%) e meno come qualcosa che è solo accaduto (in calo dal 35,2% al 20%). Questo è sicuramente un grande passo in avanti, perchè la consapevolezza che la violenza sulle donne non sia un fatto normale implica che esso sia un problema di tutti, a partire dalle Istituzioni per arrivare al privato cittadino. E quando le Istituzioni, le FFOO e la società se ne fanno carico, il ciclo della violenza si interrompe.

Sicuramente ha contribuito ad aumentare la consapevolezza un maggior attenzione mediatica al fenomeno, anche se questa non sempre è stata accompagna da una corretta informazione sulle cause e sui servizi idonei per affrontarlo.

Purtroppo due dati risultano ancora allarmanti. uno riguarda il sommerso. Quasi il 40% delle donne picchiate dal marito o dal compagno non parla di quanto accade dentro le mura domestiche.

L’altro è l'impressionante dato sulla violenza assistita (64%). Le donne che subiscono violenza sono donne giovani, spessissimo con figli minori. Anche il dato di Padova lo conferma (attualmente nelle case di accoglienza per donne vittime di violenza sono ospitate 10 donne con 9 bambini e su 827 donne accolte al Centro antiviolenza nel 2014, 535 erano i minori vittime di violenza assistita).

Questo terribile dato deve farci riflettere prima di tutto sulla realtà del fenomeno di cui stiamo parlando, delle ripercussioni che esso ha nel medio e nel lungo termine, e dei costi impliciti ed espliciti connessi al contrasto del fenomeno.

Dobbiamo sentirci l’onere di proseguire come Paese nella battaglia alla violenza maschile sulle donne con azioni concrete e coordinate per prevenire la violenza, proteggere le vittime, punire i colpevoli, raggiungendo il prima possibile gli obiettivi previsti dalla convenzione di Istanbul per l'eliminazione  della violenza sulle donne.

Repubblica ha scelto alcune esperte, tra cui anche noi del Centro Donna di Padova, per commentare i risultati della ricerca.

Ai link l'articolo pubblicato su D di Repubblica e il testo integrale dell'indagine Istat.

D di Repubblica

Indagine Istat