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COLLABORARE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

20 Settembre 2017

I fatti relativi alle violenze contro le donne di cui abbiamo notizia negli ultimi giorni sono allarmanti e possono prestarsi a conclusioni tanto affrettate quanto scorrette. La violenza contro le donne è un fenomeno assolutamente trasversale, che ci riguarda tutti e tutte. Classi sociali, provenienza, livello di istruzione, ricchezza, cultura, religione, posizione lavorativa, sono variabili che hanno una rilevanza statistica marginale per descrivere il problema. Per questo il lavoro da fare è a tutti i livelli. I dati che abbiamo raccolto durante tutto il 2016 non lasciano infatti spazio a discorsi infarciti di stereotipi, ma contribuiscono piuttosto a scardinarli. Proviamo a rileggerli assieme.

Delle 878 donne che hanno richiesto e trovato aiuto presso il Centro Veneto Progetti Donna – Auser, 409 hanno figli minori, per un totale di 645 bambini e bambine. Di questi, 158 (il 24,5%) hanno assistito alla violenza nei confronti della loro madre. Il 77% del dato rilevato riguarda donne di nazionalità italiana, mentre il restante 23% è di nazionalità straniera. Fra queste, le nazionalità più rappresentate sono quella rumena, (17% delle donne straniere), moldava (14,5%) e marocchina (14%), mentre il restante 54,5% delle donne straniere proviene da almeno altri 33 Paesi diversi. Il fenomeno della violenza contro le donne è come già detto trasversale a tutti i segmenti di popolazione: interessa tutte le fasce d’età, e comprende persone provenienti da tutti i contesti sociali, sia disoccupate sia occupate in diversi settori e con diversi gradi di istruzione.
Non finisce qui: nel 48,5% dei casi rilevati chi agiva violenza nei confronti della donna era il marito, nel 16,3% era il compagno, mentre si trattava dell’ex marito nel 7,6% dei casi e dell’ex compagno per il 10%. Nell’82,4% dei casi, dunque, l’autore della violenza è un partner attuale o passato della vittima. Il maltrattante è un familiare per il 9%, un amico per l’1% e un conoscente per il 3,9% dei casi. Si tratta invece di un collega per l’1% dei casi e di un estraneo per il  2,7%.

Dobbiamo quindi ricordarci sempre che si tratta di qualcosa di molto vicino anche dentro le nostre relazioni più intime. La violenza sulle donne in tutte le sue forme è infatti diffusa soprattutto nelle coppie stabili, e ha a che fare con la volontà da parte degli uomini di mantenere il controllo nella relazione e di sottomettere la donna, rivendicandone il possesso, come fosse un oggetto.
Le tipologie di violenza più frequentemente segnalate dalle donne che si sono rivolte al Centro antiviolenza nel 2016 sono quella psicologica (644 donne) e quella fisica (463 donne). Per ordine di rilevanza seguono la violenza economica, rilevata in 176 casi, lo stalking, subito da 83 donne, la violenza sessuale riportata in 78 casi, e il mobbing subito da 5 donne. Non bisogna però dimenticare che più forme di violenza sono spesso compresenti in ogni singolo caso.

Questi sono dati reali, poco intuitivi e forse difficilmente assimilabili, perché cozzano con il senso comune e con la percezione delle cose, ma che fotografano bene una situazione drammatica, radicata e lontana dagli stereotipi. Dietro questi numeri c’è una donna che subisce violenza, che va ascoltata, sostenuta e accompagnata quotidianamente in un percorso spesso a ostacoli, doloroso e in salita. C’è una donna con una vita e una storia unica, dei sentimenti, bisogni e diritti. 
Non dobbiamo accettare nessun tipo di strumentalizzazione razzista o generalizzante o stigmatizzante nei confronti di categorie diverse di persone, quando parliamo dei maltrattanti, che in comune hanno il fatto di essere sempre uomini, che pensano di poter e dover decidere della vita e della libertà di una donna. Ognuno di questi fatti gravissimi deve essere trattato con estrema serietà e obiettività, nel rispetto dei diritti umani e con l’obiettivo condiviso di dare alle donne protezione e rispetto.

Per questo chiediamo ancora una volta alle Istituzioni di accompagnarci in questo difficile percorso, che riguarda tutti e tutte.

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