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L’attivista Wangari Maathai nasce nel 1940 in Kenya in una famiglia di contadini Kikuyu.

Nonostante cresca durante il periodo del colonialismo inglese, quando le donne non avevano accesso facile all’educazione, riesce a raggiungere i più alti gradi di istruzione.

Dopo la laurea in biologia presso l’università di Pittsburgh, nel 1966 viene nominata assistente di ricerca al Dipartimento di Zoologia dello University College di Nairobi, ma sarà costretta a cedere il posto ad un uomo della stessa etnia del Direttore. Determinata a continuare la sua carriera, ottiene la stessa posizione alla Scuola di Veterinaria di Monaco, dove consegue il dottorato. 

Si impegna in associazioni per i diritti delle donne lavoratrici e universitarie, come il National Council of Women of Kenya (NCWK), nato con lo scopo di migliorare le condizioni di vita delle donne kenyote.  

Unisce questa lotta all’ambientalismo fondando nel 1977 Il Green Belt Movement che ha un duplice intento: salvaguardare l’ambiente e combattere le disuguaglianze di genere attraverso la promozione del lavoro femminile. Subisce diversi arresti per queste sue battaglie ambientaliste ed egualitarie.

Tuttavia non si arrende e il suo coraggio la porta a partecipare più volte alle elezioni politiche. Solamente nel 2002 riesce a entrare in parlamento; il suo partito fa parte della coalizione vincitrice e Maathai diventa vice ministra dell’ambiente e delle risorse naturali, carica che coprirà dal 2003 al 2005. Durante il mandato, le viene assegnato il premio Nobel per la pace per aver dedicato la propria vita a creare benessere economico e sociale attraverso il miglioramento dell’ambiente, mettendo in luce il collegamento tra degrado ambientale, sociale e spirituale.