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Cerchie antiviolenza di Lesvìa

Dal momento in cui Lesvía è nata nelle nostre menti al momento in cui è diventata concretamente un punto di riferimento per persone LBT che attraversano la violenza nelle loro relazioni lesbiche, ci siamo chieste quale altro momento avrebbe potuto rendere visibile il tema della violenza scardinando quei tabù che permeano la comunità queer.

Sentiamo che le persone LBT abbiano bisogno di uno spazio in città in cui sia possibile l’incontro e il confronto.

Come spazio Lesvía abbiamo sentito la necessità di pensare, e poi mettere a disposizione, spazi sicuri in cui dare voce a timori e dinamiche che governano le nostre relazioni. Non vuole necessariamente essere una caccia a ciò che sbagliamo ma anzi, ci piacerebbe far emergere le modalità relazionali libere e accoglienti che attraversiamo non avendo paura di riconoscere che, come in tutte le relazioni esistenti, ci sono delle zone d’ombra. Ci piacerebbe avere il coraggio di esplorare insieme anche queste zone d’ombra. Nominare la violenza significa per noi anche accendere una luce su alcune di queste zone d’ombra perché quando qualcosa si illumina si rende più visibile e da ciò che viene visto possiamo provare a proteggerci.

Normalizzare la violenza nelle nostre relazioni vuol dire iniziare a parlarne e creare spazi sicuri in cui guardare le nostre relazioni mettendole anche in discussione, mettendoCI in discussione e riflettendo sui tabú che si celano dietro le nostre pratiche relazionali che abbiamo sempre considerato “sane”. Il breve percorso non intende tanto fare emergere il personale di ogni singolǝ partecipante, che potrà esporsi quanto vuole, ma confrontarsi sul filo collettivo che tiene unite le nostre idee e il nostro modo di relazionarci, le lenti che indossiamo quando guardiamo le relazioni, più buone o meno buone, e come si può uscire da situazioni che non siamo abituate, né ci hanno insegnato, a leggere. E che tuttavia esistono.

Non si tratta di gruppe terapeutiche ma di cerchie antiviolenza in cui la parola e la condivisione, le singole esperienze e la mancanza di giudizio, le opinioni e le convinzioni, ci guidano verso la possibile creazione di nuovi strumenti di lettura.

Vogliamo confrontarci insieme sull’idea che abbiamo di relazione, su cosa la renda più o meno buona e ottenere gli strumenti per leggere le situazioni che viviamo.

Parleremo di violenza in modo più ampio, come un vissuto che, in qualche maniera, tuttɜ abbiamo attraversato o attraversiamo. Vogliamo creare spazi riservati, protetti, non giudicanti in cui ogni persona si possa permettere di portare sé stessǝ e la sua esperienza per come desidera narrarla.

Uno spazio in cui non si abbia paura di dire quello che a volte ci appare indicibile. Riteniamo importante che le persone LBT si misurino con quello che vuole dire essere in una relazione lesbica, che meraviglia è ma anche che rischi comporta, a cosa ci espone e cosa ci potrebbe spaventare vedere. A quale consapevolezza preferiamo sfuggire?

Gli incontri saranno in tutto cinque: 6, 13, 20, 27 ottobre e 3 novembre e si svolgeranno alla sede del Centro Veneto Progetti Donna, in Via Tripoli 3, Padova. Per le tematiche che tratteremo e l’equilibrio del gruppo, è molto importante impegnarsi a non mancare!

Ci immaginiamo questi incontri come momenti in cui sentirsi liberɜ senza domandarsi preliminarmente se quello che si sta pensando può essere detto o, piuttosto, va censurato. Ci piacerebbe fosse uno spazio in cui i punti di vista possano incontrarsi e contaminarsi.

Le Cerchie sono organizzate e condotte da due facilitatrici, operatrici di Lesvía, che prenderanno parte al processo e si faranno garanti della riservatezza in merito ai contenuti che ognunǝ può scegliere di condividere. Ci si potrà mettere in gioco con la sicurezza che niente verrà svelato all’esterno: decidi tu quanto e cosa dire lasciando fuori dallo spazio condiviso curiosità personali e invadenza reciproca, apprezzando il silenzio e lasciando anche a questo il tempo necessario.

Sarà sempre solo così impegnativo?

No! Il percorso sarà dinamico, interattivo e avranno spazio anche sorrisi, decompressione e leggerezza!

Se ti stai domando se può fare al caso tuo, proviamo a suggerirti qualche domanda:

  • Senti che ci sono delle domande che vorresti fare ma che ti mettono a disagio? 
  • Ti domandi dove queste domande o considerazioni possono essere dette ad alta voce?
  • Senti un po' di solitudine quando ti vengono in mente pensieri scomode sulle relazioni?
  • Hai osservato delle pratiche relazionali che non ti hanno fatta sentire comoda?
  • Ti domani come sia possibile che anche fra soggettività che vivono oppressioni si verifichino situazioni di violenza?
  • Ti spaventano alcuni comportamenti?
  • Ti stai domandando se è “normale” quello che provi?
  • Ti piacerebbe condividere lo spazio con persone che hanno affrontato esperienze simili alle tue e vivono oppressioni simili alle tue?

Se queste domande ti risuonano in qualche modo potresti provare a iscriverti al form!

Per ragioni legate alla natura dello spazio e alla finalità delle cerchie, questi incontri sono pensati per donne* lesbiche e bisessuali, persone trans e non binary afab (*e persone socializzate come tali) che sono o sono state in relazioni lesbiche.